Lo sciopero è proclamato in primo luogo per protestare contro l’aggressione armata a navi civili con a bordo cittadine e cittadini inermi impegnati in un’azione eminentemente umanitaria di solidarietà contro la pulizia etnica in atto da parte del governo dello stato di Israele, avvenuto in acque internazionali in aperta violazione di ogni diritto e convenzione vigente. Tale circostanza, assolutamente unica per le circostanze specifiche e la pericolosità, per la messa a rischio delle vite di cittadini e lavoratori in aspettativa non retribuita imbarcati nella Global Sumud Flotilla configura il richiamo a quanto dispone l’Art. 2, Comma 7 della L. 146/90, per il fatto che la marina militare del governo italiano ha abbandonato la Flotilla in acque internazionali, dopo averle scortate per giorni, consentendo così l’operazione di pirateria messa in atto dal governo di Israele in aperta violazione del diritto internazionale, contro la quale non è stato fatto quanto si sarebbe dovuto.
0